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QUI NON è HOLLYWOOD

Cronache dal mondo reale

 LASCIATE UN SEGNO TANGIBILE DEL VOSTRO PASSAGGIO.

SARETE I BENVENUTI SU QUESTE PAGINE! Sorriso

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Piero pedrowrote:
Ciao semplicemente Spumeggiante e Simpatica
ViVa L'ItaliA
24 July
 
Get your own Chat Box! Go Large!
18 Apr.
RICAMBIO IL COMMENTO.....GRAZIE!
ANKE IL TUO BLOG è MOLTO CARINO...CIAO
 
15 Dec.
-Leo -wrote:
Ciao cara!!! Eccomi qui! Ma allora perchè quando chiedi alle persone qual è il loro sogno non sanno mai cosa risponderti oppure dicono solo "Vorrei essere felice"?
9 Dec.
Fede wrote:
Cucù Sorriso
30 Nov.
¢αяα ¢нιαяα,
           ησтσ ¢ση ιммєηšσ ρια¢єяє ∂ι єššєяє ℓα ρяιмα α ℓαš¢ιαяє тяα¢¢ια ∂єℓ мισ ραššαggισ..

ρσ¢нє ραяσℓє, мα šємρяє ρяєšєηтє ¢σмє мєgℓισ мι ρσššα єššєя ρσššιвιℓє, ¢σℓ ¢υσяє. тι νσgℓισ вєηє ¢нιαяα,
υηα тυα αššι∂υα ℓєттι¢є αмι¢α є ¢нιššα, υη gισяησ, ¢σℓℓєgα
S
22 Nov.

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25 April

Scommesse

Il sito è online da circa 3 settimane e il livello delle visite è decisamente discreto. Abbiamo superato le 1000 visite e sul forum ci sono 43 iscritti. Ieri sera, però, in piena fase sbronza, mi sono giocata 100 euro scommettendo che arriveranno a 100 entro la fine di maggio. Che dire? Ci voglio provare e non solo per i soldi ma perchè .... sarà che è una creazione mia ... ma questo sito è proprio BELLO!!!
 
 
.... Una cosa nata dal niente, che spero diventi GRANDE ... e VIVA. Soprattutto, spero diventi viva. è un soffio di luce in questa fase balorda della vita. Una fase che dura da troppo tempo, forse. See you soon.
 
 
07 April

Aprile fondamentale

7 aprile - 5 maggio. Una manciata di giorni il cui valore intrinseco è FONDAMENTALE per tutto il mio futuro. Incredibile guardarsi allo specchio e rendersene conto, pensare che in un mese ti giochi tutto, che ci sarà un giorno in cui scenderai dal treno e quel semplice gesto implicherà un taglio netto con tutto il tuo passato. Un nuovo lavoro. Un ottimo contratto. Una buona posizione. Un discreto stipendio.
 
Servirà davvero a dare alla mia vita quella svolta che sto attendendo da tempo immemorabile?
 
Io lo spero. Me lo auguro con tutta me stessa. A volte la gente si ostina maledettamente su situazioni che riconosce come un male, eppure non riesce a distaccarsene. Io avrei voluto tutt'altro. Io VOGLIO tutt'altro. Voglio essere come tutti i miei coetanei. Voglio frequentare i miei coetanei. Voglio fare discorsi VERI che rispecchino il mio intelletto e la mia cultura, senza regredire ad una fase della vita che non mi appartiene più e che non tornerà mai. Voglio vivere all'altezza delle aspettative che gli altri hanno nei miei confronti. Voglio trovare un compagno adatto a me. Voglio SCRIVERE SCRIVERE SCRIVERE e coltivare quest'arte con la passione che ho sempre avuto. Voglio crescere. Voglio evolvermi. Da circa un anno, da quando un'amicizia importante ha subito un' evoluzione sbagliata, la mia vita non è più la stessa. E ora ho bisogno davvero di ri-impossessarmene. Non solo di dirlo. Ma di farlo davvero.
 
Che dite, ce la farò?
 
In questo mese sanremese dovrò recuperare la salute e qualche chilo. Dovrò maturare il giusto distacco dal mio passato. Dovrò superare certi traumi una volta per tutte. Dovrò imparare ad affrontare i problemi senza impazzire, a farlo con tutta la forza del mondo. Dovrò vivere serenamente il bene che voglio ad una certa persona, riconoscere che gliene vorrò sempre, ma che è giunto il momento di andare ognuno per la propria strada.
 
Qualche consiglio per affrontare al meglio questa convalescenza psico-fisica e tornare a Milano con grinta e forza?
 
30 March

Qui non è Hollywood raddoppia

Ciao a tutti ....

Vi scrivo per informarvi che domani lunedì 31 marzo verrà messo online uno dei frutti della mia mente malata, un sito che prende il nome del mio blog ma che si configurerà come una cosa un po' diversa, una sorta di opera collettiva. Qui sotto, la presentazione che sarà sulla home page.

 

Mi chiamo Chiara. Ho ventisei anni. Vivo in ballo tra Milano e Sanremo. Ho una visione piuttosto pessimistica del mondo. Credo che la realtà non faccia altro se non creare lontananza e differenza. Adulti e giovani. Belli e brutti. Ricchi e poveri. Italiani e stranieri. Viviamo in queste metropoli alienanti in cui non solo si ha la sensazione di essere circondati da pareti, ma di avere una botola chiusa sulla testa. E quindi siamo soli, aggrappati ad un asse di legno in un mare agitato, intenti a domandarci se le onde ci porteranno al largo oppure a riva. Fra le persone ci sono barriere spesse come armature medievali.

 

Eppure esiste un modo per schiodarsi da questo universo di distacco, ed è la condivisione. Chiamatemi illusa: sono ancora convinta che internet possa costituire un ponte, creare un dialogo reale pur nella sua virtualità. Da questa fragile certezza, nasce l'idea di questo sito. Questa pagina bianca che giace davanti a me, non sarà una semplice community, sarà molto di più. Chiunque potrà collaborare, ottenere una sezione dedicata agli argomenti su cui si sente maggiormente ferrato. E se questo non dovesse bastare, nel forum si potrà approfondire qualunque tipo di argomento. Le persone da cui si impara maggiormente, in fondo, sono quelle che non hanno niente da insegnare.

 

Come dice il titolo del sito - non me ne vogliano i grandi Negrita per aver rubato il cuore di una loro canzone - "Qui non è Hollywood", questa è la vita reale. E non è granchè. Cerchiamo di renderla migliore!

 

Benvenuti!!!

 

Che dire?

 

Non è stato facile contattare tutti, inseguire i dispersi, organizzarci, non so nemmeno se domani tutti i pezzi saranno pronti. Però è una cosa in cui credo. E che voglio portare avanti. Perchè le idee folli, a volte, sono quelle che danno la forza per trovare un minimo di senso in questo minestrone confuso. Vi invito dunque a fare un giretto nella nostra home-page, a leggere i post dei ragazzi, a commentarli sul forum, ad aprire nuovi post sugli argomenti più svariati, perchè l'unica vera comunicazione è quella che mette in gioco l'anima.

 

Spero di vedervi online su http://quinonehollywood.netsons.org

 

 
 
26 March

Le magagne della rete

La comuicazione mediata dal computer è un'arma a doppio taglio. Me ne accorgo day by day postando sul forum di style.it. Incredibile come spesso il travisamento di una parola porti ad un giudizio negativo sulla persona e ad un accanimento che talvolta diventa veramente eccessivo. Tutto è parito da una discussione avvenuta un po' di tempo fa che ha portato alcune persone a prendermi di mira in modo abbastanza pesante. Mi è stato detto di essere ignorante, razzista, di NON SAPERE SCRIVERE, di avere turbe psichiche e altre stronzate dense di pregiudizio. Dopo questi episodi, per un mese, non ho più chattato, fino a quando non sono stata avvisata da un messaggio privato che queste persone mi stavano densamente prendendo per il culo a causa di alcune foto da me postate. Pertanto, sono andata a vedere e mi sono accorta che:
 
a- Sono stata implicitamente tacciata di essere incoerente perchè prima ho messo una fotografia di quando andavo a fare volontariato e poi una mise simile mentre mi trovavo in procinto di andare al cinema. Lo slogan recitava: solidale vs multisala. Premessa: quella sera mi stavo recando all'Apollo a vedere Caos Calmo, film da me scelto perchè avevo apprezzato il libro di Veronesi da cui è stato tratto. L'Apollo. Cinema d' essai. Ma se anche fosse stato l'Odeon? Frega qualcosa a qualcuno? Tutto questo mi ricorda quando allo stadio anni fa mi sfrancicavano i maroni perchè lavoravo al quartiere come se far parte di una curva e dare ripetizioni di italiano gratis ad alcuni ragazzini fossero due cose fra loro assolutamente incompatibili. Io ho sempre cercato di imprimere la mia vita con una coerenza di fondo e non tollero la chiusura mentale.
 
b- Sono stata additata per aver postato una foto di mia sorella che non è stata apprezzata dalle utenti. "Che razza di sorella è una che fa una cosa del genere". Hanno ipotizzato che la foto fosse stata mandata a sua insaputa, che io avessi fatto questa cosa perchè vittima di personali insicurezze, desiderosa di sputtanare qualcuno sentendosi migliore. Mi hanno accusata perchè non mi sono messa a fare la lavandaia dando delle cretine a chi l'aveva criticata. Allucinante! Mia sorella non ha bisogno che io la difenda su un sito per sapere che apprezzo lei come persona e il suo stile. Rideva insieme a me su certi commenti delle indottrinate fashion.
 
Se oso protestare la risposta è sempre la medesima: si scherza. No, miei cari, sono grande abbastanza per distringuere una battuta da una frecciata crudele. Quello che mi chiedo è cosa abbia fatto io a queste persone. Perchè debbano trasformare un gioco in un incubo. Invito costoro a rispondermi QUI nel MIO blog e non nel loro forum, di non nascondersi dietro la protezione del branco, ma di mettersi in gioco umanamente. Tutte le persone hanno una dignità. Anche io. Ebbene si. Anche io ce l'ho. Ma voi, nei vostri post al vetriolo, ci passate sopra con tutte le scarpe. Fatevi una bella doccia, ripulitevi da tutti i pregiudizi e provate davvero a CONOSCERMI.
 
Cosa ho studiato?
Come si chiama il mio ex ragazzo?
Dove ho vissuto?
Qual'è l'esperienza che mi ha cambiato la vita?
Quali sono le mie passioni?
Di cosa parlano i miei racconti e i miei libri?
 
Odio questa superficialità che su internet si auto-genera automaticamente riducendo la personalità individuale ad un ammasso di pixel e trasformando una risorsa comunicativa in un'arma a doppio taglio. La cosa positiva, però, è che gli screzi verbali in rete non mi impediscono di portare avanti un nuovo progetto online che partirà lunedì prossimo e che pubblicizzerò nei prossimi giorni. Addirittura con me collaborerà proprio una delle persone con cui nei giorni scorsi ho litigato. E chissà che in questa community la scrittura non possa davvero assumere valore catartico e aiutare ciascuno di noi a tirar fuori la propria anima per quella che è.
 
11 March

X generation

Credevo fosse un problema solo mio. In realtà credo che il plutone in bilancia forgi mentalmente tutta la mia generazione donandoci questo perenne senso di inadeguatezza. Si cerca un equilibrio ma al contempo lo si rifiuta. Si vuole lottare per cambiare il mondo ma in realtà si rimane vittima del sistema. Si cerca di distinguerci, eppure siamo tutti maledettamente uguali. Ci hanno illuso con il miraggio di un posto fisso, ci hanno regalato dei sogni e poi, per dirlo Ligabue's way, "ce li hanno tolti dicendo scusate". Siamo pieni di fobie, di paturnie, di incertezze materiali, che poi diventano esistenziali. Siamo isterici, nevrotici, in bilico su un cornicione marcio. Siamo dei bamboccioni cresciuti a pane e mass-media, completamente incapaci di distinguere la realtà dalla finzione.
 
Questo è quello che dicono di noi quei cervelloni che amano definirsi sociologi. Io mi ritrovo in parte in questa definizione. è vero che spesso mi sento in un mare agitato, aggrappata ad un asse di legno, domandandomi se le onde mi porteranno al largo, oppure a riva. è vero che a volte mi sento alcune gocce fredde che scivolano sulla mia fronte, credo sia una pioggia sottile, e in un istante un maledetto temporale mi scivola sulla faccia. è vero che a volte la vita mi sembra una cipolla, tolgo gli strati superiori cercando di raggiungere quelli più bassi, io non sono nè esterna, nè interna, non sono la pelle e non sono il cuore, io sono solo una di queste pellicine, forse quella più sottile e più fragile.
 
Citando il blog del mio amico Roby: un uomo è come una frazione. Il numeratore è quello che lui è. Il denominatore è quello che pensa di sè stesso. Più grande è il denominatore, più piccola è la frazione. Stando a questa parola, noi della nostra generazione dovremmo essere persone elevatissime, tanto è basso il nostro livello di auto-stima. Purtroppo le cose non stanno proprio così. Noi non siamo frazioni. Siamo un intero sistema di equazioni. Se troviamo la x, ci manca la y, oppure la z. Qualunque cosa si possa dire, fare, oppure pensare, ci sarà sempre un pezzo di noi che vagherà nell'iperuranio, perchè qualcuno se l'è portato via. E saremo sempre essere mutilati.
 
Eppure, questa tendenza verso l'infinito, è la cosa che alla lunga ci potrà salvare. Si può dire tutto della nostra generazione, ma non che la nostra anima non sia profonda. Scaviamo, scaviamo, scaviamo. E alla fine, forse, sotto il fango, troveremo qualche pepita d'oro, che ci cambierà la vita. Forse sono una sognatrice. Ma in fondo ci credo.
 
 
06 March

Una vita normale

.... questa parola vista da lontano
mi fa sentire un pellegrino
un penitente
un cavaliere errante, un mezzo deficiente ....
 
L'amore felice esiste, ma non mi appartiene. Per me non può essere altro che non una fottuta chimera. è così da quando sono poco più che bambina. Io ho sempre preso solo la metà sbagliata di questo sentimento. Ho sempre preso gli scazzi, le lacrime, l'abbandono. Io sono riuscita a viverlo completamente solo per qualche fragile momento, che poi è svanito nel nulla come una manciata di fumo. Io ho sempre corso a piedi scalzi per le scale, ho urlato, mi sono ubriacata, ho minacciato, ho dormito sul pavimento, ho viaggiato in condizioni pietose, ho lottato contro spacciatori e strozzini, ho desiderato di buttarmi dalla finestra, ho minacciato denunce, ho menato forte, sono stata in ospedale. Amare non è farsi male. La sofferenza dona emozioni, ma quando versi tutta l'acqua che hai nel corpo e senti di non avere nulla addosso se non il vuoto, allora diventa lesionismo. Cos'è che mi tiene agganciata? Cos'è? Perchè non ce la faccio a mandar via ciò che ho avuto di più vero? So che l'amore non è solo questo. L'amore comprende anche altro. E io l'ho sentito, forte, vivo, intenso, altrimenti non sarei qui adesso a piangere per l'ennesimo voluto distacco. So che non avrò mai ciò che desidero. So che in questo momento c'è solo una soluzione ed è andarsene, ma anche mesi fa lo sapevo, eppure ho riaperto quella porta. E forse lo farò ancora. C'è una parte di me che rimane inchiodata lì, da due anni, un gancio che non si può recidere.
 
Vorrei una vita normale. Io li vedo i miei coetanei intorno a me. Li vedo, con i loro lavori, con i loro sogni. Li vedo. E poi vedo me stessa e vedo il tempo che ti ho donato. Penso ai giorni, le settimane, i mesi che sono scivolati sotto le mie dita. Penso ai momenti importanti che il mio sentimento si è divorato come un tirannosauro senza lasciarmi più niente. Penso che ora invece di stare seduta qui con le lacrime agli occhi dovrei trovarmi altrove a VIVERE come tutti quelli della mia età. Eppure non ci riesco. Perchè questi anni sono stati la cosa più bella e più preziosa, anche se c'è chi vede solo il dolore. Ed io non voglio perdere i nostri momenti. Io voglio la tua voce, i tuoi occhi, la tua pelle. Io voglio quanto di più sbagliato esista, e sento che rinuncerei a tutto il resto, se solo potessi averlo. Ma so anche che devo superare tutto ciò. Devo farlo, con la lontananza. Solo così, un giorno potrò tornare a sorriderti. Solo così, ci potrà essere quell'amicizia con la A maiuscola che abbiamo sentita viva, prima di tutti questi casini. E me ne frego di queste parole, che mi rimbombano nel cervello. Credono di sapere cosa mi serve. Credono di poter esprimere un giudizio su questa situazione. La chiamano obiettività. Io invece non sento altro se non le grida della mia anima.
03 March

Dedicato


Case di pane, riunioni di rane
vecchie che ballano nelle cadillac
muscoli d'oro, corone d'alloro
canzoni d'amore per bimbi col frack
musica seria, luce che varia
pioggia che cade, vita che scorre
cani randagi, cammelli e re magi


forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare

mi fido di te
mi fido di te
io mi fido di te
ehi mi fido di te
cosa sei disposto a perdere

Lampi di luce, al collo una croce
la dea dell'amore si muove nei jeans
culi e catene, assassini per bene
la radio si accende su un pezzo funky
teste fasciate, ferite curate
l'affitto del sole si paga in anticipo prego
arcobaleno, più per meno meno

mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
mi fido di te
mi fido di te 
io mi fido di te
cosa sei disposto a perdere

rabbia stupore la parte l'attore
dottore che sintomi ha la felicità
evoluzione il cielo in prigione
questa non è un'esercitazione
forza e coraggio
la sete il miraggio
la luna nell'altra metà
lupi in agguato il peggio è passato

mi fido di te
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
eh mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
 
- Jova -



26 February

La scatola nera

Sono a Sanremo. Sono a Sanremo e lavoro. Sono a Sanremo e piove. Sono a Sanremo e oggi sono un po' nervosa per alcune cose mie. E quando sono nervosa partono le invettive. Oggi ce l'ho con l'atmosfera fittizia che mi circonda, in questa sorta di guscio separato dal resto del mondo, in cui non c'è sostanza, ma solo contorno. Mi sento come un marziano appena sbarcato in una dimensione parallela. Non mi sono ancora abituata alla superficialità che serpeggia da queste parti quando c'è il festival.
 
Forse avete sentito al telegiornale che ieri in piazza c'è stato un mezzo delirio a causa di un tipo che voleva buttarsi da un tetto. Si trattava di un uomo condannato per violenza sulla sua compagna, il quale continuamente ribadiva di essere innocente. Io ero lì con la mia redazione, circondata da una folla di curiosi composta in buona parte da giovani. Innanzi tutto, i commenti che questi fragili ragazzini lanciavano nell'aria erano tutt'altro che confortanti: c'era chi urlava "buttati", chi riprendeva la scena con il cellulare, chi se ne stra-fregava e correva sotto uno pseudo-palcoscenico montato nei paraggi, a sbavare dietro al primo cantantucolo semi-sconosciuto, belloccio ribelle o pseudo-fashion.
Intervistandoli, mi accorgevo progressivamente di come intorno a loro ci fosse un mondo completamente artificioso nel quale sguazzavano come pesci all'interno di uno stagno putrido fatto di occhiali da sole con lenti sfumate, da una perversa e insensata rincorsa dietro al Meneguzzi o al Grignani di turno. Obiettivo: conoscere i Finley. Attrazione principale: la boutique cittadina che sconta tutto perchè chiuderà fra una settimana lasciando posto a Zara.

Li guardavo, al di là della mia telecamera. Li guardavo, e mi sembravano tutti minuscoli pupazzi. I loro urletti, le loro risatine convulse coprivano l'aria. Anche io un tempo ero così, e adesso me ne dissocio. Non interessava a nessuno che a mille chilometri dalla grande festa due bambini poco più giovani di loro fossero stati trovati in un pozzo: ciccio e tore chi?!?! Abbiamo a che fare con una generazione amorale.
Sia chiaro: non sto dicendo immorale. Non sto dicendo che essi vadano contro ai valori espressi dal senso comune, ma soltanto che essi non si riconoscono più in quei principi e in quei contenuti universali che sono alla base della nostra educazione. Questo perchè i media propinano qualunque contenuto e spesso, con i giovani, seguono la legge del black-box. Questi ragazzi altro non sono se non contenitori vuoti, nei quali è possibile inserire alcun contenuto senza una cognizione di causa che possa essere considerata vera e reale. I media, e in particolare la televisione, purtroppo non aiutano nella generazione di una coscienza sensibile, alimentano un giudizio sul mondo basato su frasi fatte e su costruzioni mentali auto-indotte. I giovani si illudono che il mondo sia fatto di veline e di calciatori, e che al di fuori di esso esista ben poco. E così li trovi persi in gesti auto-lesionisti, si distruggono, si fanno del male, si illudono che la ribellione possa cambiare quest'aria fritta che è la nostra maledetta e fottuta realtà.

E noi, in quanto adulti o presunti tali, possiamo collocarci come creatori di un valore, senza trovarci a parlare di aria fritta? Noi possiamo creare un modello mentale che vada oltre l'ultimo abito comprato, o le scarpe che si intonano alla borsetta, senza cadere nella faziosità? Noi possiamo essere un'agenzia alternativa rispetto ai media, oppure dobbiamo semplicemente adeguarci ad un flusso di immagini modello "Maria De Filippi"?
Ma, soprattutto, noi possiamo essere obbiettivi nell 'insegnar loro qualcosa? Se si, in che modo?
 
Attendo opinioni e commenti.
18 February

I soldi

Al TG2 costume e società oggi si parlava di chi vive da solo. Sapete che un single spende per mangiare molto di più che il singolo membro di una famiglia? In media, un single spende intorno ai 350 euro in genere alimentari, un individuo che vive in famiglia ne spende circa 180. Chi vive solo spreca anche di più, perchè nei supermercati ci sono poche porzioni mono-dose, e quindi è più facile che il cibo vada a male. Inoltre quando compaiono questi piatti minimal, adatti ad una povera sfigata come me, costano un occhio della testa.
 
Eh si ....
 
La vita è veramente cara. Io affronto l'inflazione con piccole strategie quotidiane, che in parte funzionano. La carta fidaty, la spesa quasi ogni giorno per non far scadere nulla, e qualche piccola rinuncia. Ad esempio, è un bel po' che compro il minimo indispensabile, non spendo soldi in libri (anche perchè non avrei tempo per leggerli) o altre cazzatine, ma preferisco uscire qualche sera di più. Magari non vado nel ristorante super-lusso, non prendo il dolce, ma quasi tutte le sere mi muovo dal bunker, pena lo sclero completo e totale. In generale, riesco a stare nei miei budget e a risparmiare anche un po'. Questo mese, per esempio, ho comprato il pc, ed è stata una bella soddisfazione farlo con i miei risparmi. Voglio meritarmi ciò che ho. Non voglio bruciare il mio patrimonio nel nulla come molti miei coetanei. è stressante a volte farsi sempre i conti in tasca, però è una soddisfazione vedere che alla fine ti tornano. Ci sono solo due cose sulle quali dovrei contenermi di più e sulle quali dovrei imparare a tagliare: sigarette e cellulare. Ma diamo tempo al tempo! ;)
E se spendo in qualcosa taglio da qualche altra parte.
16 February

Parto o non parto?

A volte serve mollare tutto e staccare, oppure è solo un modo per fuggire dalle proprie responsabilità?

In questi giorni sono molto stanca e stressata a causa di alcune situazioni un po' scrause che mi hanno sfrancicato i maroni. Lavoro tantissimo ma per lo più in casa e questo mi porta, a volte, ad interiorizzare i miei sentimenti e le mie emozioni buttandole fuori in modo aggressivo soprattutto con una persona a cui voglio molto bene. Per carità, non è che sono una reclusa: esco quasi tutte le sere, ho una vita sociale intensa, però avrei bisogno di qualcosa di più, una nuova dimensione che mi aiuti a far chiarezza dento e fuori di me. E qui non ce la faccio. Ci sono troppe cose che mi opprimono e, a loro volta, mi rendono oppressiva con gli altri. Inoltre ho litigato con mia madre, e sto affrontando tutto a sola. Io sono reduce da un periodo, vissuto fra luglio e ottobre, davvero terribile, che mi ha portata a mollare Milano per un interno mese. In questa fase della mia vita, sto un po' traballando sul cornicione, perchè sto cercando di rimettere a posto tutto ciò che non va nella mia esistenza, ma non è facile, e mi sento emotivamente. stanca. Mi sono laureata lo scorso aprile, e non ho ancora fatto una vacanza. Pertanto avrei proprio bisogno di staccare un po' la spina, perchè sto facendo una grande fatica.
 
Ieri è stata una giornata proprio di mega-sconforto a causa di alcune cose dette da mia madre, per tutto il giorno non ho toccato cibo, poi ho alzato la cornetta e tramite mia zia sono riuscita a contattare mio cugino che non sentivo da almeno quattro o cinque anni poichè, dopo una crisi analoga alla mia, ha mollato tutto per rinchiudersi in un agriturismo ad allevare capre. Questa mattina mi ha telefonato e mi ha detto di andare a trovarlo quando voglio, che posso stare da lui, ospite ovviamente, che posso dirglielo anche il giorno stesso e lui è pronto a partire e a venirmi a prendere alla stazione. è stato veramente gentile, pensare che me lo ricordavo un po' scorbutico, si vede che l'aria pura l'ha ripulito dalle scorie cittadine.

Confesso che sono un po' tentata: fosse per me partirei domani sera o lunedì mattina, e tornerei giovedì sera per il master che ho venerdì e sabato. Mi alletta l'idea di stare qualche giorno lontano da tutti, leggere, scrivere, riflettere sul da farsi. Il problema è che mercoledì avrei un colloquio di lavoro. Non è una cosa che mi entusiasmi granchè, e sicuramente non mi ricordavo nemmeno di aver mandato il cv, eppure vorrei tentare, magari passo passo la svolta arriva. Ciò nonostante, mi sento molto stanca. Potrei affrontare le situazioni diversamente, se avessi un po' più di aiuto emotivo.
 
Dunque, sono indecisa se prendermi lunedì-giovedì da contadinella o rimanere qui.
Cosa consigliate?
 
Io  
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Chiara

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.... La mia vita sembrava tanto più grande di me solo perchè ero in ginocchio ... Ora mi sono alzata e voglio guardarla negli occhi.
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