Chiara's profileQUI NON è HOLLYWOODPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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25 April ScommesseIl sito è online da circa 3 settimane e il livello delle visite è decisamente discreto. Abbiamo superato le 1000 visite e sul forum ci sono 43 iscritti. Ieri sera, però, in piena fase sbronza, mi sono giocata 100 euro scommettendo che arriveranno a 100 entro la fine di maggio. Che dire? Ci voglio provare e non solo per i soldi ma perchè .... sarà che è una creazione mia ... ma questo sito è proprio BELLO!!!
.... Una cosa nata dal niente, che spero diventi GRANDE ... e VIVA. Soprattutto, spero diventi viva. è un soffio di luce in questa fase balorda della vita. Una fase che dura da troppo tempo, forse. See you soon.
07 April Aprile fondamentale7 aprile - 5 maggio. Una manciata di giorni il cui valore intrinseco è FONDAMENTALE per tutto il mio futuro. Incredibile guardarsi allo specchio e rendersene conto, pensare che in un mese ti giochi tutto, che ci sarà un giorno in cui scenderai dal treno e quel semplice gesto implicherà un taglio netto con tutto il tuo passato. Un nuovo lavoro. Un ottimo contratto. Una buona posizione. Un discreto stipendio.
Servirà davvero a dare alla mia vita quella svolta che sto attendendo da tempo immemorabile?
Io lo spero. Me lo auguro con tutta me stessa. A volte la gente si ostina maledettamente su situazioni che riconosce come un male, eppure non riesce a distaccarsene. Io avrei voluto tutt'altro. Io VOGLIO tutt'altro. Voglio essere come tutti i miei coetanei. Voglio frequentare i miei coetanei. Voglio fare discorsi VERI che rispecchino il mio intelletto e la mia cultura, senza regredire ad una fase della vita che non mi appartiene più e che non tornerà mai. Voglio vivere all'altezza delle aspettative che gli altri hanno nei miei confronti. Voglio trovare un compagno adatto a me. Voglio SCRIVERE SCRIVERE SCRIVERE e coltivare quest'arte con la passione che ho sempre avuto. Voglio crescere. Voglio evolvermi. Da circa un anno, da quando un'amicizia importante ha subito un' evoluzione sbagliata, la mia vita non è più la stessa. E ora ho bisogno davvero di ri-impossessarmene. Non solo di dirlo. Ma di farlo davvero.
Che dite, ce la farò?
In questo mese sanremese dovrò recuperare la salute e qualche chilo. Dovrò maturare il giusto distacco dal mio passato. Dovrò superare certi traumi una volta per tutte. Dovrò imparare ad affrontare i problemi senza impazzire, a farlo con tutta la forza del mondo. Dovrò vivere serenamente il bene che voglio ad una certa persona, riconoscere che gliene vorrò sempre, ma che è giunto il momento di andare ognuno per la propria strada.
Qualche consiglio per affrontare al meglio questa convalescenza psico-fisica e tornare a Milano con grinta e forza?
30 March Qui non è Hollywood raddoppiaCiao a tutti ....
Mi chiamo Chiara. Ho ventisei anni. Vivo in ballo tra Milano e Sanremo. Ho una visione piuttosto pessimistica del mondo. Credo che la realtà non faccia altro se non creare lontananza e differenza. Adulti e giovani. Belli e brutti. Ricchi e poveri. Italiani e stranieri. Viviamo in queste metropoli alienanti in cui non solo si ha la sensazione di essere circondati da pareti, ma di avere una botola chiusa sulla testa. E quindi siamo soli, aggrappati ad un asse di legno in un mare agitato, intenti a domandarci se le onde ci porteranno al largo oppure a riva. Fra le persone ci sono barriere spesse come armature medievali.
Eppure esiste un modo per schiodarsi da questo universo di distacco, ed è la condivisione. Chiamatemi illusa: sono ancora convinta che internet possa costituire un ponte, creare un dialogo reale pur nella sua virtualità. Da questa fragile certezza, nasce l'idea di questo sito. Questa pagina bianca che giace davanti a me, non sarà una semplice community, sarà molto di più. Chiunque potrà collaborare, ottenere una sezione dedicata agli argomenti su cui si sente maggiormente ferrato. E se questo non dovesse bastare, nel forum si potrà approfondire qualunque tipo di argomento. Le persone da cui si impara maggiormente, in fondo, sono quelle che non hanno niente da insegnare.
Come dice il titolo del sito - non me ne vogliano i grandi Negrita per aver rubato il cuore di una loro canzone - "Qui non è Hollywood", questa è la vita reale. E non è granchè. Cerchiamo di renderla migliore!
Benvenuti!!!
Che dire?
Non è stato facile contattare tutti, inseguire i dispersi, organizzarci, non so nemmeno se domani tutti i pezzi saranno pronti. Però è una cosa in cui credo. E che voglio portare avanti. Perchè le idee folli, a volte, sono quelle che danno la forza per trovare un minimo di senso in questo minestrone confuso. Vi invito dunque a fare un giretto nella nostra home-page, a leggere i post dei ragazzi, a commentarli sul forum, ad aprire nuovi post sugli argomenti più svariati, perchè l'unica vera comunicazione è quella che mette in gioco l'anima.
Spero di vedervi online su http://quinonehollywood.netsons.org
26 March Le magagne della reteLa comuicazione mediata dal computer è un'arma a doppio taglio. Me ne accorgo day by day postando sul forum di style.it. Incredibile come spesso il travisamento di una parola porti ad un giudizio negativo sulla persona e ad un accanimento che talvolta diventa veramente eccessivo. Tutto è parito da una discussione avvenuta un po' di tempo fa che ha portato alcune persone a prendermi di mira in modo abbastanza pesante. Mi è stato detto di essere ignorante, razzista, di NON SAPERE SCRIVERE, di avere turbe psichiche e altre stronzate dense di pregiudizio. Dopo questi episodi, per un mese, non ho più chattato, fino a quando non sono stata avvisata da un messaggio privato che queste persone mi stavano densamente prendendo per il culo a causa di alcune foto da me postate. Pertanto, sono andata a vedere e mi sono accorta che:
a- Sono stata implicitamente tacciata di essere incoerente perchè prima ho messo una fotografia di quando andavo a fare volontariato e poi una mise simile mentre mi trovavo in procinto di andare al cinema. Lo slogan recitava: solidale vs multisala. Premessa: quella sera mi stavo recando all'Apollo a vedere Caos Calmo, film da me scelto perchè avevo apprezzato il libro di Veronesi da cui è stato tratto. L'Apollo. Cinema d' essai. Ma se anche fosse stato l'Odeon? Frega qualcosa a qualcuno? Tutto questo mi ricorda quando allo stadio anni fa mi sfrancicavano i maroni perchè lavoravo al quartiere come se far parte di una curva e dare ripetizioni di italiano gratis ad alcuni ragazzini fossero due cose fra loro assolutamente incompatibili. Io ho sempre cercato di imprimere la mia vita con una coerenza di fondo e non tollero la chiusura mentale.
b- Sono stata additata per aver postato una foto di mia sorella che non è stata apprezzata dalle utenti. "Che razza di sorella è una che fa una cosa del genere". Hanno ipotizzato che la foto fosse stata mandata a sua insaputa, che io avessi fatto questa cosa perchè vittima di personali insicurezze, desiderosa di sputtanare qualcuno sentendosi migliore. Mi hanno accusata perchè non mi sono messa a fare la lavandaia dando delle cretine a chi l'aveva criticata. Allucinante! Mia sorella non ha bisogno che io la difenda su un sito per sapere che apprezzo lei come persona e il suo stile. Rideva insieme a me su certi commenti delle indottrinate fashion.
Se oso protestare la risposta è sempre la medesima: si scherza. No, miei cari, sono grande abbastanza per distringuere una battuta da una frecciata crudele. Quello che mi chiedo è cosa abbia fatto io a queste persone. Perchè debbano trasformare un gioco in un incubo. Invito costoro a rispondermi QUI nel MIO blog e non nel loro forum, di non nascondersi dietro la protezione del branco, ma di mettersi in gioco umanamente. Tutte le persone hanno una dignità. Anche io. Ebbene si. Anche io ce l'ho. Ma voi, nei vostri post al vetriolo, ci passate sopra con tutte le scarpe. Fatevi una bella doccia, ripulitevi da tutti i pregiudizi e provate davvero a CONOSCERMI.
Cosa ho studiato?
Come si chiama il mio ex ragazzo?
Dove ho vissuto?
Qual'è l'esperienza che mi ha cambiato la vita?
Quali sono le mie passioni?
Di cosa parlano i miei racconti e i miei libri?
Odio questa superficialità che su internet si auto-genera automaticamente riducendo la personalità individuale ad un ammasso di pixel e trasformando una risorsa comunicativa in un'arma a doppio taglio. La cosa positiva, però, è che gli screzi verbali in rete non mi impediscono di portare avanti un nuovo progetto online che partirà lunedì prossimo e che pubblicizzerò nei prossimi giorni. Addirittura con me collaborerà proprio una delle persone con cui nei giorni scorsi ho litigato. E chissà che in questa community la scrittura non possa davvero assumere valore catartico e aiutare ciascuno di noi a tirar fuori la propria anima per quella che è.
11 March X generationCredevo fosse un problema solo mio. In realtà credo che il plutone in bilancia forgi mentalmente tutta la mia generazione donandoci questo perenne senso di inadeguatezza. Si cerca un equilibrio ma al contempo lo si rifiuta. Si vuole lottare per cambiare il mondo ma in realtà si rimane vittima del sistema. Si cerca di distinguerci, eppure siamo tutti maledettamente uguali. Ci hanno illuso con il miraggio di un posto fisso, ci hanno regalato dei sogni e poi, per dirlo Ligabue's way, "ce li hanno tolti dicendo scusate". Siamo pieni di fobie, di paturnie, di incertezze materiali, che poi diventano esistenziali. Siamo isterici, nevrotici, in bilico su un cornicione marcio. Siamo dei bamboccioni cresciuti a pane e mass-media, completamente incapaci di distinguere la realtà dalla finzione.
Questo è quello che dicono di noi quei cervelloni che amano definirsi sociologi. Io mi ritrovo in parte in questa definizione. è vero che spesso mi sento in un mare agitato, aggrappata ad un asse di legno, domandandomi se le onde mi porteranno al largo, oppure a riva. è vero che a volte mi sento alcune gocce fredde che scivolano sulla mia fronte, credo sia una pioggia sottile, e in un istante un maledetto temporale mi scivola sulla faccia. è vero che a volte la vita mi sembra una cipolla, tolgo gli strati superiori cercando di raggiungere quelli più bassi, io non sono nè esterna, nè interna, non sono la pelle e non sono il cuore, io sono solo una di queste pellicine, forse quella più sottile e più fragile.
Citando il blog del mio amico Roby: un uomo è come una frazione. Il numeratore è quello che lui è. Il denominatore è quello che pensa di sè stesso. Più grande è il denominatore, più piccola è la frazione. Stando a questa parola, noi della nostra generazione dovremmo essere persone elevatissime, tanto è basso il nostro livello di auto-stima. Purtroppo le cose non stanno proprio così. Noi non siamo frazioni. Siamo un intero sistema di equazioni. Se troviamo la x, ci manca la y, oppure la z. Qualunque cosa si possa dire, fare, oppure pensare, ci sarà sempre un pezzo di noi che vagherà nell'iperuranio, perchè qualcuno se l'è portato via. E saremo sempre essere mutilati.
Eppure, questa tendenza verso l'infinito, è la cosa che alla lunga ci potrà salvare. Si può dire tutto della nostra generazione, ma non che la nostra anima non sia profonda. Scaviamo, scaviamo, scaviamo. E alla fine, forse, sotto il fango, troveremo qualche pepita d'oro, che ci cambierà la vita. Forse sono una sognatrice. Ma in fondo ci credo.
06 March Una vita normale.... questa parola vista da lontano
mi fa sentire un pellegrino
un penitente
un cavaliere errante, un mezzo deficiente ....
L'amore felice esiste, ma non mi appartiene. Per me non può essere altro che non una fottuta chimera. è così da quando sono poco più che bambina. Io ho sempre preso solo la metà sbagliata di questo sentimento. Ho sempre preso gli scazzi, le lacrime, l'abbandono. Io sono riuscita a viverlo completamente solo per qualche fragile momento, che poi è svanito nel nulla come una manciata di fumo. Io ho sempre corso a piedi scalzi per le scale, ho urlato, mi sono ubriacata, ho minacciato, ho dormito sul pavimento, ho viaggiato in condizioni pietose, ho lottato contro spacciatori e strozzini, ho desiderato di buttarmi dalla finestra, ho minacciato denunce, ho menato forte, sono stata in ospedale. Amare non è farsi male. La sofferenza dona emozioni, ma quando versi tutta l'acqua che hai nel corpo e senti di non avere nulla addosso se non il vuoto, allora diventa lesionismo. Cos'è che mi tiene agganciata? Cos'è? Perchè non ce la faccio a mandar via ciò che ho avuto di più vero? So che l'amore non è solo questo. L'amore comprende anche altro. E io l'ho sentito, forte, vivo, intenso, altrimenti non sarei qui adesso a piangere per l'ennesimo voluto distacco. So che non avrò mai ciò che desidero. So che in questo momento c'è solo una soluzione ed è andarsene, ma anche mesi fa lo sapevo, eppure ho riaperto quella porta. E forse lo farò ancora. C'è una parte di me che rimane inchiodata lì, da due anni, un gancio che non si può recidere.
Vorrei una vita normale. Io li vedo i miei coetanei intorno a me. Li vedo, con i loro lavori, con i loro sogni. Li vedo. E poi vedo me stessa e vedo il tempo che ti ho donato. Penso ai giorni, le settimane, i mesi che sono scivolati sotto le mie dita. Penso ai momenti importanti che il mio sentimento si è divorato come un tirannosauro senza lasciarmi più niente. Penso che ora invece di stare seduta qui con le lacrime agli occhi dovrei trovarmi altrove a VIVERE come tutti quelli della mia età. Eppure non ci riesco. Perchè questi anni sono stati la cosa più bella e più preziosa, anche se c'è chi vede solo il dolore. Ed io non voglio perdere i nostri momenti. Io voglio la tua voce, i tuoi occhi, la tua pelle. Io voglio quanto di più sbagliato esista, e sento che rinuncerei a tutto il resto, se solo potessi averlo. Ma so anche che devo superare tutto ciò. Devo farlo, con la lontananza. Solo così, un giorno potrò tornare a sorriderti. Solo così, ci potrà essere quell'amicizia con la A maiuscola che abbiamo sentita viva, prima di tutti questi casini. E me ne frego di queste parole, che mi rimbombano nel cervello. Credono di sapere cosa mi serve. Credono di poter esprimere un giudizio su questa situazione. La chiamano obiettività. Io invece non sento altro se non le grida della mia anima. 03 March DedicatoCase di pane, riunioni di rane vecchie che ballano nelle cadillac muscoli d'oro, corone d'alloro canzoni d'amore per bimbi col frack musica seria, luce che varia pioggia che cade, vita che scorre cani randagi, cammelli e re magi forse fa male eppure mi va di stare collegato di vivere di un fiato di stendermi sopra al burrone di guardare giù la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare mi fido di te mi fido di te
io mi fido di te ehi mi fido di te cosa sei disposto a perdere Lampi di luce, al collo una croce la dea dell'amore si muove nei jeans culi e catene, assassini per bene la radio si accende su un pezzo funky teste fasciate, ferite curate l'affitto del sole si paga in anticipo prego arcobaleno, più per meno meno mi fido di te mi fido di te
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere mi fido di te mi fido di te
io mi fido di te cosa sei disposto a perdere rabbia stupore la parte l'attore dottore che sintomi ha la felicità evoluzione il cielo in prigione questa non è un'esercitazione forza e coraggio la sete il miraggio la luna nell'altra metà lupi in agguato il peggio è passato mi fido di te mi fido di te
cosa sei disposto a perdere eh mi fido di te mi fido di te mi fido di te
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere - Jova - 26 February La scatola neraSono a Sanremo. Sono a Sanremo e lavoro. Sono a Sanremo e piove. Sono a Sanremo e oggi sono un po' nervosa per alcune cose mie. E quando sono nervosa partono le invettive. Oggi ce l'ho con l'atmosfera fittizia che mi circonda, in questa sorta di guscio separato dal resto del mondo, in cui non c'è sostanza, ma solo contorno. Mi sento come un marziano appena sbarcato in una dimensione parallela. Non mi sono ancora abituata alla superficialità che serpeggia da queste parti quando c'è il festival.
Forse avete sentito al telegiornale che ieri in piazza c'è stato un mezzo delirio a causa di un tipo che voleva buttarsi da un tetto. Si trattava di un uomo condannato per violenza sulla sua compagna, il quale continuamente ribadiva di essere innocente. Io ero lì con la mia redazione, circondata da una folla di curiosi composta in buona parte da giovani. Innanzi tutto, i commenti che questi fragili ragazzini lanciavano nell'aria erano tutt'altro che confortanti: c'era chi urlava "buttati", chi riprendeva la scena con il cellulare, chi se ne stra-fregava e correva sotto uno pseudo-palcoscenico montato nei paraggi, a sbavare dietro al primo cantantucolo semi-sconosciuto, belloccio ribelle o pseudo-fashion.
Intervistandoli, mi accorgevo progressivamente di come intorno a loro ci fosse un mondo completamente artificioso nel quale sguazzavano come pesci all'interno di uno stagno putrido fatto di occhiali da sole con lenti sfumate, da una perversa e insensata rincorsa dietro al Meneguzzi o al Grignani di turno. Obiettivo: conoscere i Finley. Attrazione principale: la boutique cittadina che sconta tutto perchè chiuderà fra una settimana lasciando posto a Zara. Li guardavo, al di là della mia telecamera. Li guardavo, e mi sembravano tutti minuscoli pupazzi. I loro urletti, le loro risatine convulse coprivano l'aria. Anche io un tempo ero così, e adesso me ne dissocio. Non interessava a nessuno che a mille chilometri dalla grande festa due bambini poco più giovani di loro fossero stati trovati in un pozzo: ciccio e tore chi?!?! Abbiamo a che fare con una generazione amorale. Sia chiaro: non sto dicendo immorale. Non sto dicendo che essi vadano contro ai valori espressi dal senso comune, ma soltanto che essi non si riconoscono più in quei principi e in quei contenuti universali che sono alla base della nostra educazione. Questo perchè i media propinano qualunque contenuto e spesso, con i giovani, seguono la legge del black-box. Questi ragazzi altro non sono se non contenitori vuoti, nei quali è possibile inserire alcun contenuto senza una cognizione di causa che possa essere considerata vera e reale. I media, e in particolare la televisione, purtroppo non aiutano nella generazione di una coscienza sensibile, alimentano un giudizio sul mondo basato su frasi fatte e su costruzioni mentali auto-indotte. I giovani si illudono che il mondo sia fatto di veline e di calciatori, e che al di fuori di esso esista ben poco. E così li trovi persi in gesti auto-lesionisti, si distruggono, si fanno del male, si illudono che la ribellione possa cambiare quest'aria fritta che è la nostra maledetta e fottuta realtà. E noi, in quanto adulti o presunti tali, possiamo collocarci come creatori di un valore, senza trovarci a parlare di aria fritta? Noi possiamo creare un modello mentale che vada oltre l'ultimo abito comprato, o le scarpe che si intonano alla borsetta, senza cadere nella faziosità? Noi possiamo essere un'agenzia alternativa rispetto ai media, oppure dobbiamo semplicemente adeguarci ad un flusso di immagini modello "Maria De Filippi"? Ma, soprattutto, noi possiamo essere obbiettivi nell 'insegnar loro qualcosa? Se si, in che modo? Attendo opinioni e commenti. 18 February I soldiAl TG2 costume e società oggi si parlava di chi vive da solo. Sapete che un single spende per mangiare molto di più che il singolo membro di una famiglia? In media, un single spende intorno ai 350 euro in genere alimentari, un individuo che vive in famiglia ne spende circa 180. Chi vive solo spreca anche di più, perchè nei supermercati ci sono poche porzioni mono-dose, e quindi è più facile che il cibo vada a male. Inoltre quando compaiono questi piatti minimal, adatti ad una povera sfigata come me, costano un occhio della testa.
Eh si ....
La vita è veramente cara. Io affronto l'inflazione con piccole strategie quotidiane, che in parte funzionano. La carta fidaty, la spesa quasi ogni giorno per non far scadere nulla, e qualche piccola rinuncia. Ad esempio, è un bel po' che compro il minimo indispensabile, non spendo soldi in libri (anche perchè non avrei tempo per leggerli) o altre cazzatine, ma preferisco uscire qualche sera di più. Magari non vado nel ristorante super-lusso, non prendo il dolce, ma quasi tutte le sere mi muovo dal bunker, pena lo sclero completo e totale. In generale, riesco a stare nei miei budget e a risparmiare anche un po'. Questo mese, per esempio, ho comprato il pc, ed è stata una bella soddisfazione farlo con i miei risparmi. Voglio meritarmi ciò che ho. Non voglio bruciare il mio patrimonio nel nulla come molti miei coetanei. è stressante a volte farsi sempre i conti in tasca, però è una soddisfazione vedere che alla fine ti tornano. Ci sono solo due cose sulle quali dovrei contenermi di più e sulle quali dovrei imparare a tagliare: sigarette e cellulare. Ma diamo tempo al tempo! ;)
E se spendo in qualcosa taglio da qualche altra parte. 16 February Parto o non parto?A volte serve mollare tutto e staccare, oppure è solo un modo per fuggire dalle proprie responsabilità?
In questi giorni sono molto stanca e stressata a causa di alcune situazioni un po' scrause che mi hanno sfrancicato i maroni. Lavoro tantissimo ma per lo più in casa e questo mi porta, a volte, ad interiorizzare i miei sentimenti e le mie emozioni buttandole fuori in modo aggressivo soprattutto con una persona a cui voglio molto bene. Per carità, non è che sono una reclusa: esco quasi tutte le sere, ho una vita sociale intensa, però avrei bisogno di qualcosa di più, una nuova dimensione che mi aiuti a far chiarezza dento e fuori di me. E qui non ce la faccio. Ci sono troppe cose che mi opprimono e, a loro volta, mi rendono oppressiva con gli altri. Inoltre ho litigato con mia madre, e sto affrontando tutto a sola. Io sono reduce da un periodo, vissuto fra luglio e ottobre, davvero terribile, che mi ha portata a mollare Milano per un interno mese. In questa fase della mia vita, sto un po' traballando sul cornicione, perchè sto cercando di rimettere a posto tutto ciò che non va nella mia esistenza, ma non è facile, e mi sento emotivamente. stanca. Mi sono laureata lo scorso aprile, e non ho ancora fatto una vacanza. Pertanto avrei proprio bisogno di staccare un po' la spina, perchè sto facendo una grande fatica. Ieri è stata una giornata proprio di mega-sconforto a causa di alcune cose dette da mia madre, per tutto il giorno non ho toccato cibo, poi ho alzato la cornetta e tramite mia zia sono riuscita a contattare mio cugino che non sentivo da almeno quattro o cinque anni poichè, dopo una crisi analoga alla mia, ha mollato tutto per rinchiudersi in un agriturismo ad allevare capre. Questa mattina mi ha telefonato e mi ha detto di andare a trovarlo quando voglio, che posso stare da lui, ospite ovviamente, che posso dirglielo anche il giorno stesso e lui è pronto a partire e a venirmi a prendere alla stazione. è stato veramente gentile, pensare che me lo ricordavo un po' scorbutico, si vede che l'aria pura l'ha ripulito dalle scorie cittadine.
Confesso che sono un po' tentata: fosse per me partirei domani sera o lunedì mattina, e tornerei giovedì sera per il master che ho venerdì e sabato. Mi alletta l'idea di stare qualche giorno lontano da tutti, leggere, scrivere, riflettere sul da farsi. Il problema è che mercoledì avrei un colloquio di lavoro. Non è una cosa che mi entusiasmi granchè, e sicuramente non mi ricordavo nemmeno di aver mandato il cv, eppure vorrei tentare, magari passo passo la svolta arriva. Ciò nonostante, mi sento molto stanca. Potrei affrontare le situazioni diversamente, se avessi un po' più di aiuto emotivo. Dunque, sono indecisa se prendermi lunedì-giovedì da contadinella o rimanere qui.
Cosa consigliate? 14 February Consigli per singleOggi è San Valentino. Un giorno diverso dagli altri. Già: più stressante, più noioso, più spendaccione, più IDIOTA. Ragà, parliamoci chiaro: a cosa serve cacciarsi dentro un ristorante stracolmo di coppiette a fingersi più innamorati più dolci e più affiatati del giorno prima, fare la fila per un tavolo, spendere soldi in regali idioti o in baci perugina, per poi magari cornificarsi il giorno dopo?
Non serve a niente, ecco. Eppure il 14 febbraio è come il 31 dicembre. Ci si sbatte per lungo e per largo allo scopo di trovare qualcosa di carino da fare, con il rischio di ritrovarsi stressati skazzati e annoiati. Io ho trovato una strada alternativa per affrontare questo giorno, quella della singletudine integrata - alternativa alla singletudine apocalittica - : non sto certo a casa a guardare la De Filippi con la tutona e il calzettone di spugna ma mi butto nella società andandomene al critica mass. Sono rassegnata all'idea di non ricevere rose rosse e nemmeno un mazzo di carciofi, però ho una gran voglia di divertirmi e debellare certe malinconie che a volte mi prendono.
Malinconia?
Ho detto malinconia?
Eh già. L'essere single - apocalittici o integrati - implica quasi sempre anche l'essere l' ex di qualcuno. E si sa che spesso la figura dell'ex non è troppo simpatica. Io sono fortunata: i miei, siano ex-fidanzati o ex-trombamici, nel complesso devo dire che si comportano bene. Oddio non proprio tutti, c' qualcuno che ha recentemente sfrancicato con una mazza da baseball quel residuo di stima nei suoi confronti che sopravviveva a stento, ma la linea di tendenza è alquanto soddisfacente.
L'essere un ex genera automaticamente qualche pensierucolo. Se tu non mi avessi tradito. Se tu non fossi partito. Se io se lei adesso dove sei.
Io vorrei non vorrei ma se vuoi. Ancora tu ma non dovevamo vederci più?
..... E allora tanti perchè dimenticati
ritornano amplificati e più complicati
insistono su come e quando ci siamo lasciati
su perchè oggi sento il blues dopo gli anni passati ......
Come debellare certe ondate di negatività proprie di San Valentino?
Qualche consiglio, donne ( e anche uomini):
1) Non chiudersi in casa per NESSUNA RAGIONE AL MONDO, rimboccarsi le maniche, trovare qualcosa da fare, anche una cosa noiosissima come mettere a posto le ricevute delle bollette o riaccoppiare i calzini spaiati nel cassetto. Io ora andrò a pagare la tassa d'iscrizione al concorso letterario.
2) Non guardare fotografie nè ascoltare canzoni che parlino di amori finiti o di skazzi vari. Evitare soprattutto "Cade la pioggia" dei Negramaro, silente portavoce del mio disastro emotivo autunnale, e anche "Sere nere" di Sfigato-Ferro, che dopo quattro anni ancora rievoca baci sotto le luci di San Siro.
3) Ripensare a tutte le frasi più idiote che lui ha detto. Attenzione: non quelle che ti hanno fatto più incazzare, altrimenti stai male. Semplicemente quelle più idiote. Esempio: se non ti rispondo ad un messaggio perchè mi dimentico tu CONSIDERALO RISPOSTO (scendi il cane e piscialo). Ecco. Se fate così vi viene da ridere, eppure riuscite a non odiarlo, vi limiterete a darvi pacche sulla testa dicendo "come diamine ho fatto".
4) GUARDATE AVANTI, sempre e comunque, perchè LA VITA è TROPPO BELLA per sprecarne anche solo un pezzettino in pensieri inutili. Ci sono persone lontane anni luce, che rimangono nel cuore, ormai hanno occupato il loro degno spazio, non c'è alcuna ragione per cui debbano lasciarlo. Ma noi siamo qui, e siamo vive, e siamo giovani, e un giorno ci innamoreremo ancora.
Buon San Valentino a tutti i single.
11 February Il sole vuol sorridereCasa mia è un bordello, devo trovare qualche minuto per pulirla. Ho mille mail di lavoro da inviare, per coltivare gli impegni che già ho e trovarne di nuovi, magari più stabili. Il 16 scade il termine del concorso sulle affinità elettive, devo sbattermi per lungo e per largo.
La mia vita in questi giorni porta cose nuove anche se a volte è difficile trovare un gancio stabile in questo mondo che corre corre corre e non si ferma mai. Ci si trova in una perversa altalena fra ciò che si vorrebbe e ciò che si dovrebbe fare, fra i dettami della mente e quelli del cuore, con il rischio di perdersi in una nube di incoerenza.
Già....
... Io sono incoerente. Questo mi è stato fatto notare con sincerità ieri sera. La persona che mi ha applicato questo aggettivo non è un semplice conoscente, ma un amico VERO e MI VUOLE BENE, e soprattutto HA RAGIONE perchè diamine, l'ho svegliato di notte dopo aver furiosamente litigato con una persona, e il giorno dopo questa persona era a casa mia. Purtroppo imporsi certi distacchi è un po' come smettere di fumare. Quando dici che lo farai, ci credi davvero, ma non ci riesci mai, e forse non ci riesci perchè in fondo NON VUOI SMETTERE, anche se sai che ti fa male. Eppure certi rapporti stanno prendendo la piega più consona, ed io vorrei provare a stabilizzarli.
Oggi mi sento serena e tranquilla. Non so perchè. Non so nemmeno dove sia la luna. Credo si stia collocando in una posizione alquanto favorevole. Adesso vado a vedere. Il clima è mite, intorno a me si respira una nuova aura primaverile. Spero di trovare una stabilità in questa mia misteriosa incoerenza. Spero che certe situazioni si risolvano. Spero che tra un passo buono e un passo falso si possa piano piano avanzare. La consapevolezza di ciò che si è, di ciò che si vuole, di ciò che si desidera, forse può essere un gancio ed una molla utile. L'importante è non desistere, respirare a pieni polmoni, sorridere.
Datemi forza attraverso il web, ne ho proprio bisogno! 10 February Tempus fugitLo so, è una vita che non aggiorno il blog. Fra i miei molteplici lavori, il racconto che devo spedire il 6 e che è indietrissimo, gli articoli, gli amici, la palestra, i residui di me stessa. A volte il tempo latita e finisce per perdersi nella nebbia. A volte dico: se un essere umano trascorre in media 8 ore a dormire e 8 ore a lavorare, dove sono le altre 8? Mi sembra di non averle, mi sembra di non toccarle, mi sembra che NON ESISTANO.
Il tempo è sempre stato, per me, uno dei misteri dell'universo, fin dai tempi di quella famosa tesina della maturità, quando ho affrontato l'argomento dell'eterno ritorno di Nietzche, i Senechiani discorsi, qualcosa di greco che non mi ricordo più, Eugenio Montale e qualche altro cervellone che, nel maxi fiume delle parole, ha cercato di teorizzare il concetto universale della combustione di minuti.
Attimi.
Quanti attimi.
Da vivere, da assaporare, da respirare. Ma quelli veramente vissuti dove sono?
A volte essi si perdano fra le scie dei ricordi. Altre, invece, li ritrovi a gironzolare intorno a loro stessi. E ti accorgi che sono stati PERSI in un pomeriggio di sonno, o nel fuoco psichedelico di un male auto-lesionista. è una parte di vita che hai sprecato, hai appallottolato, l'hai buttata in un cestino, e poi vi hai dato fuoco.
Voglio recuperare il valore del mo tempo e della mia vita. Voglio salvarne la qualità e la quantita. Voglio che esso non sia solo il fuoco di un ricordo, ma diventi l'ansito di un respiro vitale. Voglio guardarmi allo specchio, ed avere la sensazione che la mia vita sia stata vissuta con intensità, con garbo, con dolcezza. E con amore. 24 January RapidamenteAvendo un impegno alle 13:00 e dovendomi preparare alle 12:30, è troppo presto per vestirmi, ma troppo tardi per dedicarmi al romanzo o per studiare le tecniche di montaggio in vista del colloquio del quattro. Mezz'ora non basta. Lo farò al mio ritorno. Come riempire questo buco temporale? Aggiornare forse non è una cattiva idea.
In questi giorni sono successe cose. Un sacco di cose. Su molte di esse (anzi, su una in particolare) vige il principio dell'ineffabilità. Sulle altre invece mi posso esprimere. C'è stata una cena molto carina con un fratellino a cui tengo, interrotta da una visita spiacevole di persone fondamentalmente sfigate che non hanno niente di meglio da fare che passare il venerdì sera a rompere i coglioni agli altri accusandoli di aver creato casini che in realtà sono state le loro bocche ignoranti e pettegole a generare. C'è stato un sabato assonnato, un aperitivo con un nuovo amico a cui mi sto già affezionando. Ci sono stati pesanti insulti da parte delle cerebrolese sopraccitate e una pseudo-amicizia interrotta bruscamente. E meno male: era una cosa troppo limitante dal punto di vista intellettuale. Non mi abbasso a certi livelli. C'è stata una brusca rottura con mia madre, che al momento non mi vuole parlare. Ci sono state due cene con Guale e Daniel. Una partita al milionario in cui ho quasi vinto. Ci sono state nuov alleanze. C'è stato il ritorno a San Siro, ieri, con Marco Andre Davide e un altro ragazzo. C'è stato lo sguardo affettuoso della maglia che amo, i ricordi degli anni passati lì, una persona che ha fatto parte della mia vita, ma che ho osservato da lontano, con una mise inadatta, con un affetto mai svanito anche se ci si è persi. C'è stata una brutta rottura con mia madre. Al momento non ci parliamo. Discutere con lei è inutile ci si perde sempre nei soliti discorsi, ed io sono stufa di ripetermi, sono stufa di scivolare in polpettoni logorroici che mi fanno esplodere la testa. Quando tornerò a Sanremo, non so nemmeno se andrò dormire a casa mia. E domani ci sarà l'inizio del mio corso di perfezionamento. Sono curiosa. Sono entusiasta. Sono complessivamente felice per questo nuovo inizio sperando che mi possa portare qualcosa di buono.
A volte si fanno degli errori ma essi non devono essere visti come un macabro ritorno indietro, bensì come una piccola caduta durante un percorso tortuoso che punta, però, all'acquisizione di una nuova consapevolezza di sè, vera tangibile e reale. è strano rendermi conto di aver vissuto, negli ultimi giorni, situazioni che un tempo mi avrebbero fatto crollare, scivolare nell'inerzia, bloccare il mio miglioramento, tornare miseramente indietro, eppure essere qui, ancora in piedi. Ti svegli la mattina accumulando una strana dose di nervosismo, eppure ti accorgi che non stai cadendo, ti reggi sulle tue gambe, sei sempre lì, sei sempre viva. E nonostante questa morsa intorno alla gola sorridi, continui a lottare. Ci sono gli altri, un po' prevenuti, che ti immaginano quasi sul letto di morte. "Stai soffrendo" mi dicono. Perchè il legame fra certe situazioni e un implicito dolore è meccanico, nelle loro menti. In realtà io sto benissimo. Non necessariamente si è condannati ad un circolo vizioso di lacrime e tormenti. Non necessariamente, quando tu stai cambiando. Ed io mi sento cambiata.
Ora è tardissimo. Devo scappare. I commenti languono, ma spero di trovarne presto qualcuno. 11 January A.A.A. Cercasi spunti di riflessioneCiao a tutti!
Come molti sanno, dopo esperienze lavorative un po' incasinate e dopo un periodo in cui la mia vita si è trovata capovolta come un calzino sporco, ho iniziato a riflettere su me stessa e a chiedermi cosa desiderassi davvero fare con la mia professione. Da qui la decisione di non cercare, almeno per il momento, un lavoro a tempo pieno, ma di orientarmi verso numerosi lavoretti che tengo in piedi in due città diverse alla fine di guadagnare per mantenermi e al contempo coltivare il mio sogno, la scrittura, con la speranza che prima o poi possa portare qualcosa di concreto. Anche il master in media-education che inizierò a fine gennaio si colloca in questo frangente allo scopo, per poter curare vari progetti in campo educativo che mi lascino però il tempo per dedicarmi alle mie creazioni.
Al momento è tutto un minestrone confuso, a volte penso di essere un'illusa, ma chi ha letto i miei racconti e il mio romanzo dice che ho talento e mi ha esortato a non mollare, quindi continuo a lottare perchè scrivere è ciò che VOGLIO FARE, perchè lo considero un modo per cambiare la realtà nel mio piccolo, perchè non c'è niente di più emozionante che plasmare il mondo con le mie parole e regalare un'emozione. Per farmi un po' strada e crearmi contatti, ho in mente di partecipare a diversi concorsi con date di scadenza diluite da febbraio a luglio. Il primo racconto dovrà essere mandato alla fine di febbraio e sto già iniziando a rifletterci su.
Questo è il tema a cui deve essere ispirato:
Accade che alcuni composti chimici, pur essendo uniti tra loro, in presenza di un terzo composto tendano ad abbandonare il primo legame per darne inizio ad uno nuovo, con cui c’è maggiore affinità. Accade ad un uomo e una donna: il destino inevitabile fa irruzione sulla scena, perturba fatalmente la serena esistenza, gli equilibri considerati stabili, il consueto, l’abitudine, la durata ed il passato. Scatena passioni contro cui nulla potrà l’intelletto, nulla potrà la virtù. Rimescola i dadi. Prima o poi le affinità affioreranno con il loro corteo di paure e scommesse ma anche di speranze e sogni che animeranno le vite messe in scena. L’affinità, gli amori, i tradimenti, le passioni, le ossessioni, la gelosia: vi invitiamo a scrivere su questi temi, e partecipare al concorso dalla lunghezza massima di dieci cartelle; i racconti dovranno essere in lingua italiana, inediti e non premiati già in altri concorsi. Ogni autore non può presentare più di un testo. Come vedete, si tratta di un argomento abbastanza comune, ed io vorrei evitare di cadere nel banale clichè della storia d'amore ma elaborare un pezzo ORIGINALE che interpreti le emozioni della gente e, soprattutto, che aiuti il lettore a sentirsi DENTRO ciò che legge, a viverlo come suo. Per far ciò non basta quello che penso IO. Vorrei raccogliere un po' di riflessioni in modo da poter elaborare ciò che voi mi direte e tirare fuori qualcosa di DIVERSO, qualcosa di veramente VALIDO. Una cosa che ho capito in tutti questi anni in cui ho coltivato la mia passione, è che se non ti stacchi da te stesso il tuo scritto puzza di seghe mentali. La mia vita la conosco e non ha niente di interessante. Per questo voglio sì prendere spunto dal mondo che osservo ma saper andare oltre mescolando ciò che vivo e ciò che so con elementi di fantasia, trasformare ciò che vedo in un'immagine più profonda di ciò che può essere la banale esistenza di una ventiseienne sanre-milanese. Anche il romanzo era partito un po' auto-biografico e dopo essere rimasto fermo per tre mesi adesso è una storia COMPLETAMENTE INVENTATA, per quanto alcuni personaggi possano ispirarsi a persone che conosco e a cui voglio bene o a situazioni vissute, si tratta di un prodotto di fantasia (e questo voglio che sia CHIARISSIMO per chi un giorno lo leggerà!)
Per questo, vi chiedo un favore: leggete attentament le righe citate poco sopra e scrivetemi qualche riflessione, anche casuale ed istintiva, che abbia per oggetto l'argomento. Non vi chiedo di buttare giù un trattato, solo qualche riga. Io ci rifletterò e il risultato non sarà solo MIO ma di tutti. Certo, qualcuno potrebbe dirmi: "ed io cosa ci guadagno?". Non lo so. Una citazione nei ringraziamenti, o un favore in cambio.
Se vi va, copi-incollate questo post e, se conoscete qualcuno che potrebbe essere sensibile a queste cose, fatelo girare, scrivendo il mio indirizzo e-mail. Ogni opinione sarà preziosissima. :-)
Grazie a tutti!!! 09 January L'abito che fa il monacoIo sono una bilancina. E la bilancia, si sa, ricerca l'ordine, ricerca l'armonia, ricerca fondamentalmente un'immagine che la rispecchi, soprattutto a livello estetico. Per questo ho sempre amato lo SHOPPING. Fino a qualche anno fa, questa attività era un semplice sfogo consumista. Entravo in un negozio con un determinato budget e prendevo a priori tutto ciò che mi piaceva, anche se in molti casi si trattava di capi eccessivi che ho utilizzato poco, alcuni mai, come la famosa gonna con gli sbarlush che si è provato Daniel alla festa di Halloween. Adesso, invece, ho maturato un approccio più adulto nei confronti della cosa connotando il tutto con un'impronta vagamente esistenzialista.
Domenica scorsa, ad esempio, ho fatto un giro per saldi. Fino ad un anno fa mi sarei buttata fra le grucce come un'assatanata. Quest'anno mi sono decisamente sorpresa per la mia morigeratezza. Sono riuscita a comprare tutto quello che cercavo senza sfondare il tetto che mi ero imposta e senza aggiungere capi dell'ultima ora che "madonna quanto mi piaceeee". Il risultato è stato guardarmi allo specchio con capi che mi calzano a pennello, mi vestono bene, mi fanno sentire a mio agio. In poche parole, si tratta di un abito che fa il monaco, perchè più che seguire i dettami dell' trendy e del cool ho cercato di appiccicarli non solo al mio corpo ma anche alla mia essenza.
Spesso c'è un'idea un po' ambigua dell'abbigliamento. Me ne sono resa conto curiosando gli street-memo del sito www.style.it. Si tratta di auto-scatti delle lettrici finalizzati a scambiarsi piccoli consigli o accorgimenti. Io ho pubblicato una foto qualche tempo fa, in abito da tutti i giorni, e sicuramente ne metterò altre, perchè mi è sempre piaciuto lo scambio di opinioni.
Molte delle ragazze partecipanti al forum cercano di mostrare il porprio stile. Questo mostra che solo ciò che è TUO è veramente figo perchè nessuno te lo può togliere, perchè l'hai scelto con il cuore e ti piace. Siamo noi le ESTETE del sito. Ci basiamo sull'aspetto visivo dell'abito, sulla sua fattura, su come cade addosso alla modella di eccezione. Sono loro che, ad esempio, mi hanno fatto notare (a ragione) che la maglia da me indossata nella foto era troppo "cadente" sulle spalle ed evidenziava la mia ossatura da manichino. Qui, più che la moda intesa in senso stretto, entra in ballo il concetto di BUON GUSTO. Spesso vengono postati abiti che magari non sono proprio di grido ma sono una seconda pelle per la persona che lo indossa e quindi hanno un valore in sè. A questo proprosito, faccio l'esempio di una ragazza in total-black pantalone e top. Stava BENISSIMO perchè si vedeva che era a suo agio. "L'ombelico di fuori non va più", dicevano alcune. "Se non se lo mette lei ..." ho risposto io.
Quest'ultimo commento introduce la seconda categoria di chattaiole, quelle che mi hanno fatto notare "il camperos non è di grido!". Complimenti, hai vinto un bel "chissenefrega": mi piace e mi sta bene. Questo è sufficiente. A volte il concetto di gusto salta completamente. Si vedono persone con gambe tozzissime che indossano i tronchetto o i leggins perchè "sono in" ma poi sembrano dei boiler. Gente che magari critica una mise senza basarsi sull'immagine complessiva ma sottoponendo ogni pezzo ad un "trendometro" (non scrivo "coolometro" che non suona bene) socialmente costruito.
E qui pongo un domanda che può suonare qualunquista, ma che può aprire dibattiti: cos'è la moda? è ciò che noi costruiamo giorno per giorno aggregando e personalizzando ciò che invece sarebbe solo un ammasso di stoffa senza senso, oppure è un dettame imprescindibile, un'arma di giudizio? Esiste la bellezza fine a sè stessa o è tutta una costruzione ideologica? A voi la parola! 08 January Mi cerco e non mi trovoA volte mi chiedo se una persona può cambiare davvero, o si racconti solo delle favole.
A volte mi chiedo perchè la vita sembri una corsa ad ostacoli e gli altri nemici crudeli.
A volte mi chiedo se si possono davvero eliminare certe scorie di negatività o si è destinati a portarsele nel cuore sempre.
A volte mi chiedo perchè non riesco a fuggire come la protagonista del mio romanzo.
A volte mi chiedo quanto tempo ci vorrà per dimenticare e superare.
A volte sembra tutta una grande fatica.
Inseguo il bisogno di dimostrare agli altri di esser cambiata.
So che se crollo perdo la credibilità.
So che non posso permettermi di essere debole in questa fase della mia vita.
So che devo pensare A ME, solo e soltanto a me, e stare bene nel mio cuore. Eppure sembro affetta da sindrome del gambero.
Un passo avanti, quattro indietro.
E ho paura.
Ho paura di trovarmi sola a cullare fantasmi.
Ho paura di quel passato che a volte fa capolino.
Ho paura di me stessa.
Sarebbe così bello poter scoppiare in un pianto liberatorio.
Non isterico, non folle, ma catartico.
Questo è un periodo tutto sommato buono.
Non so quale sia stato l'elemento x che ha fatto saltare la miscela dello scienziato pazzo.
Ma all'improvviso mi sento esplodere di una strana forza e non è per niente positiva.
Vorrei solo volar via e ritrovare una dimensione di me ancora nascosta e confusa.
Vorrei tirar fuori la voce soffocata dal romanzo, ma la sento tremendamente flebile.
Non distruggerò tutto quello che ho costruito fino ad ora.
06 January 2008..... Ecco. Ci siamo. Il 18 gennaio, il pianeta Plutone inizia un importante transito nel segno del capricorno che durerà fino al 2024. Si tratta del corpo celeste più lento del sistema solare. I suoi movimenti vengono definiti epocali. I suoi influssi condizionano le caratteristiche di una determinata epoca storica. Negli ultimi 20 anni, la sua posizione nel segno viaggiatore per eccellenza, il sagittario, hanno amplificato i contatti e gli spostamenti fra le varie parti del mondo, ci sono stati forti flussi migratori e scambi interculturali notevoli. Il passaggio ad un segno di terra fanno pensare, invece, ad un momento di grande razionalità, di grande sviluppo tecnico e scientifico, di progressi destinati a cambiare per sempre la mentalità dell'uomo. In passato, la presenza di Plutone nel segno del capricorno ha portato prima la rivoluzione copernicana e poi l'illuminismo. Trionfo della ragione, dunque. E, visto come stanno andando le cose in questa merda di mondo, oserei dire "speriamo"!
.... Ma il 2008 non porta solo transizioni planetarie. Sfogliando l'inserto di Glamour, mi è capitato di studiacchiare un po' le varie tendenze che si svilupperanno nelle nostre metropoli, gli oggetti che entreranno a far parte dei nostri guardaroba, i colori che porteremo addosso. Rabbrividisco: so già che sarò molto out.
Si parla di trionfo del fluorescente. Quest'estate, dunque, assisteremo a rapide sfilate di ragazzine ciccione vestite color evidenziatore, con gonne a sbuffo che amplificano la dimensione del culo, scarpe a tronchetto che si sa, accorciano la gamba e la rendono più tozza. Una processione di budini al lampone, dunque.
In secondo luogo, entra in scena il nemico principale di noi piatte: il bustino!!! Non mi ci vedrete mai, ragazzi. Non mi vedrete mai stretta in una specie di panciera, modello tavola da surf. Non voglio fare la fine di Rose di Titanic, che si sente mancare il fiato mentre la madre le chiude i gancetti. Non ho neanche un Di Caprio ad aspettarmi sul ponte.
Piuttosto sposerò la terza moda in arrivo, quella del floreale. Avrò addosso una bella camicia "peace and love", mi farò crescere i capelli e li raccoglierò con una fascia in pelle di daino. Mi siederò davanti alle colonne di San Lorenzo fumando un maxi-cannone. E andrò anche a mangiare da Woodstock, giusto per restare in tema. Intanto, torneranno anche i pantaloni a zampa di elefante.
Infine, si parla di african-style: mega turbanti, gonne etniche, pelle di leoparlo. I nostri uomini saranno dei novelli Tarzan, noi donne qualcuna Jane e qualcuna cita. Anche il ricamo orientale sarà considerato molto in. Tutta colpa dei cinesi!
.... Con buona pace di Plutone, mi sembra che tutto questo, di razionale, abbia ben poco, ma si sa, è la legge del mercato, e mi tange solo da lontano. Quello che a me interessa è cosa porterà il 2008 nella mia vita. Ancora non lo so, ma le mie sensazioni sono discretamente positive. Ci saranno importanti cambiamenti, credo. Spero.
Buon anno a tutti!!!! 30 December Pre.capodannoOggi è il penultimo giorno dell'anno e il romanzo si è fermato a pagina 101. Volevo finire il capitolo ma la mente viaggia nell'iperuranio e sto iniziando seriamente a convincermi di non essere una scrittrice. Ho una strana inquietudine dentro, sono qui che saltello per la casa come una pulce stra-fatta di anfetamente. Oggi sono stranamente inquieta, non so perchè. Forse è l'arrivo del capodanno a rendermi così. Fino ai vent'anni attendi questo giorno con ansia, poi si trasforma nella solita festa comandata da rinchiudere nel novero delle fonti di stress. C'è gente fissata che si deve divertire per forza, fosse per me andrei a dormire all'una come un banale martedì. E se non ci fosse stata la mia cumpa di Sanremo, probabilmente l'avrei fatto, perchè non avevo proprio voglia di sbattermi per organizzare, men che meno dopo che mi è saltato il viaggio in sudafrica. E poi all'improvviso la proposta di una partenza per la montagna. Sono contenta, dopo quattro anni, di tornare a festeggiare con gli amici di sempre. Saremo una ventina e faremo un gran casino come ai tempi del devasto da Remo, o del gelo di Poggio. Ricordate quell'anno?!? un certo FB in trip si era cagato addosso, io ho ancora in mente "qualcuno" che con una mano mangiava il panettone e con l'altra portava via la sedia! Sicuramente non arriveremo a certi livelli, ma io ho una voglia matta di DIVERTIRMI e di FAR CASINO. Saluterò il 2007 con rabbia e con rancore, perchè è stato un anno di merda, e accoglierò il 2008 nel mondo migliore, sorridente, e piena di buoni propositi! Sono cambiata e voglio continuare a cambiare!
..................................... CI RIAGGIORNIAMO AL MIO RITORNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!! .............................................
Buon capodanno a tutti!!!
28 December Costanti NatalizieE anche quest'anno il Natale è passato. Un giorno comodo che scivola quasi inosservato portando con sè emozioni, sensazioni ed anche qualche fragile malinconia. Complessivamente devo ammettere che negli ultimi anni lo sto vivendo un po' meglio, rispetto al passato. Nella mia vita ho attraversato una fase in cui man mano che il 25 dicembre si avvicinava venivo presa da una tale ondata di misantropia che, se fossi andata su un'isola deserta, mi sarei data fastidio da sola. Tutto ciò che vivevo, in questo periodo, mi sembrava intriso di vane formalità. Ogni gesto, ogni parola, ogni singolo contorno appariva, davanti ai miei occhi cinici, come una fragile finzione. Solo crescendo ho imparato a cogliere i piccoli frammenti di luce che si celano fragili dietro ogni singolo gesto, vivendoli e assaporandoli con uno spirito completamente nuovo. Piccoli rituali di ogni anno, che possono infastidire, ma se li si guarda da una particolare angolatura riescono anche a far sorridere.
Innanzi tutto c'è il regalo spersonalizzato. Ogni anno arriva, puntuale. Il presente scarsamente affettuoso dettato più dal senso del dovere del legame parentale. Certo, a volte la ricarica del telefonino serve, nel suo piccolo, soprattutto in questo periodo. Ma quando ti arriva per dieci anni di fila DELLA VODAFONE, quando tu hai tim e tre, inizi a pensare: capisco che tu sia uno zio lontanamente acquisito, capisco che tu mi avrai visto al massimo cinque volte nella tua vita, capisco che non mi devi nulla ma ... almeno informarti sul mio operatore telefonico no? Idem per i buoni-acquisto dei CD. Anche questi puntuali, da venticinque anni. Quando ero ragazzina, li apprezzavo e correvo da POPOF, negozio di Sanremo, a comprarmi l'ultimo singolo di Nek o di Max Pezzali, i miei miti adolescenziali. Adesso invece mi sono convertita al digitale, attacco l'I-Pod allo stereo e non ho nemmeno più un lettore, se non nell'auto. Ho preso la greatest della Nannini. La ascolterò in autostrada.vCacchio ragà, una delle cose più belle del natale è scivolare per negozi, cercare il dono più adatto per le persone a cui si vuole bene, investire, in quel fragile acquisto, anima affetto e cuore senza scivolare in una catena di Sant' Antonio psicologicamente bloccante.
In secondo luogo, il Luna Park di Sanremo. Esperienza liminare o liminoide, per dirla alla maniera di Di Chio, che bisogna vivere per forza, almeno una volta all'anno. Da piccola mi immergevo con la faccia nello zucchero filato, lo sniffavo completamente e finivo in trip. Quando ero al liceo, stazionavo perennemente sugli autoscontri ballando "Barbie Girl" a bordo pista e inciuciando con i tamarri scesi da Sanremo Vecchio apposta per l'occasione. Ogni sabato pomeriggio partiva il pellegrinaggio, sei o sette sbarbatelle, un gruppo completamente femminile desideroso di conoscere gente nuova. E che gente! Adesso invece ci porto il mio cuginetto di otto anni e mi perdo con lui nella casa degli orrori, con il suo musetto spaventato sotto un'ascella. Questa è la ciclicità della vita e bisogna adattarvisi.
Vogliamo parlare poi del film di Natale? Mmmhhh... Di vedere quello di Boldi (o De Sica?) mi sono rifiutata. Però Pieraccioni mi è toccato. Al di là di qualche battuta che lascia scappare un sorriso, devo dire che oltre il bel faccino del Gabriel Garko e un po' di buona musica, c'è ben poco da apprezzare: Cecchierini è la solita macchietta, la Torrisi stava molto meglio a far la bella statuina della caaaaasaaaaa. Rimpiango i bei tempi del Ciclone.
A parte questo, la vita scorre liscia come un'autostrada alle 8 di mattina del primo gennaio. Scrivo. Scrivo. Scrivo. E scrivo. Gli articoli. Il romanzo. Il racconto. Fino a rincoglionirmi. Mi sembra di essere tornata al periodo della tesi. Sfoglio il manuale di storia del cinema che mi ha regalato mia sorella, dedicato ai prodotti italiani contemporanei, mi procuro ciò che mi interessa. Studio vetrine in vista dei saldi. Mi perdo nei sorrisi della ritrovata cumpa sanremasca. E mi organizzo progressivamente per il ritorno a Milano. Pianto i semini che a gennaio germoglieranno, sperando che la mia vita possa cambiare, in senso minimo od in senso lato. L'importante è non rimanere mai fermi, e non buttarsi giù. Solo così si può ritrovare dentro di sè un tacito ottimismo. Ci sono pur sempre imprevisti positivi, che sollevano il morale.
Buon Natale e Buona Ricarica Telefonica a tutti. |
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